prestito d'onore della Sardegna

E’ in arrivo una pioggia minuta di agevolazione per le microimprese sarde. Dal 31 maggio parte il microcredito per le micro e piccole imprese di persone esistenti o da costituire con difficoltà di accesso al credito e in condizione di svantaggio. 41 milioni di euro distribuiti tra le otto province. Finanziamenti da 5 a 25 mila euro a tasso zero per investimenti e costi del personale da restituire in 6 anni. Nessuna garanzia richiesta. E’ lo strumento messo a punto dalla Sfirs con le risorse del Fondo Sociale Europeo 2007-2013. Previste, come minimo, 1640 richieste.
A chi è destinato. Il fondo Microcredito Fse (Fondo sociale europeo) ha l’obiettivo “primario di sostenere l’avvio e l’investimento di attività imprenditoriali da parte di categorie di soggetti con difficoltà di accesso al credito o in condizione di svantaggio”. Sono destinatarie delle risorse le microimprese e le piccole imprese di persone, a responsabilità limitata, le cooperative, le ditte individuali costituite o da costituire, gli organismi non profit e gli operatori del “privato sociale” con posizioni nuove o non consolidate nel mercato, costituite da non più di tre anni. Sono escluse le società di capitali, quelle che non hanno sede operativa in Sardegna; quelle che non sono in grado di restituire il prestito; le persone fisiche o giuridiche protestate, non in regola con i versamenti delle imposte, delle tasse e dei contributi previdenziali ed assistenziali e le imprese che hanno superato la soglia del de minimis (200mila euro nei tre anni)
Le risorse . Ammontano a 41 milioni di euro distribuiti tra le otto province secondo quattro criteri: numero dei disoccupati; dinamica del tasso di disoccupazione rispetto alla media regionale; percentuale delle imprese attive rispetto alla popolazione e infine il tasso di disoccupazione femminile. L’applicazione dei criteri, destina maggior risorse a quella di Nuoro rispetto ad Oristano, e assegna 11 milioni alla provincia di Cagliari ove si pensa di soddisfare 441 imprese se dovessero richiedere il massimo del beneficio; 9,3 milioni per Sassari (375), 4,56 milioni per Nuoro (183); 4 milioni per Oristano (162); 3,7 per Olbia Tempio (151); 2,9 Carbonia Iglesias (119) ; 2,8 Medio Campidano (116) e 2,3 milioni per l’Ogliastra (93).
I settori di intervento. Priorità alle imprese impegnate nei servizi al turismo, nei servizi alla persona, nella tutela dell’ambiente, nell’ICT, nel risparmio energetico ed energie rinnovabili, nei servizi culturali, nel manifatturiero e nel commercio di prossimità. Esclusi i settori non ammessi dal de minimis. pesca e acquacoltura, ma anche le imprese operanti nelle attività connesse con la produzione , trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. Escluse anche le attività riguardanti lotterie, scommesse case da gioco e attività di organizzazioni associative.
Le spese ammissibili. Sono ammesse le spese per investimenti in macchinari, impianti, attrezzature e mezzi mobili. La novità, sorprendente, per uno strumento di incentivazione, è l’ammissione al finanziamento delle spese di gestione dell’impresa comprese le spese per la retribuzione del personale.
Il meccanismo incentivante. Il finanziamento (mutuo chirografaro) prevede un importo minimo di 5 mila fino ad un massimo di 25 mila euro; una durata massima di 60 mesi; il tasso di interesse pari a zero, con rimborso in rate mensili a partire da sei mesi dalla data del contratto di erogazione per le imprese esistenti (12 mesi per le nuove imprese). Nessuna garanzia è richiesta al momento dell’istruttoria tranne che per le società di persone e le cooperative a responsabilità limitata.
Come funziona. E’ la prima volta che la Sfirs si cimenta nel disegno e nell’attuazione di una misura di microcredito, in un fase recessiva dell’economia e di restrizione del credito soprattutto, come del resto è sempre stato, per microimprese e soggetti svantaggiati.
La domanda. Dal 31 maggio attraverso i siti della Regione, della Sfirs e con il portale Sardegna Lavoro, sarà possibile compilare ed inviare la domanda e la scheda tecnica in formato elettronico. Entro 7 giorni successivi gli interessati dovranno inviare, alla Sfirs, la domanda in formato cartaceo integrabile della eventuale documentazione mancante entro ulteriori 15 giorni. La domanda e la scheda tecnica sono piuttosto semplici. E’ richiesta la previsione del conto economico dell’impresa per un solo anno, non sono richiesti i preventivi dei beni di investimento. La Sfirs registra in ordine cronologico le domande presentate in via telematica ed effettua l’istruttoria entro 45 giorni. I progetti saranno valutati sul loro contenuto imprenditoriale con tre punteggi: la validità tecnico economica e finanziaria attribuendo i valori da zero a 40, la coerenza e fattibilità del progetto rispetto ai settori prioritari ( 0-40); la coerenza rispetto al piano operativo della misura ovvero se l’investimento è innovativo, attività di integrazione sociale , start up ( 0-20). La soglia minima della finanzi abilità è fissata su 60 punti di cui 40 della fattibilità economica. Le nuove imprese devono costituirsi entro 90 giorni dalla data di concessione del beneficio ed avviare l’attività entro i 6 mesi successivi.
I servizi di attuazione. La Sfirs metterà a disposizione degli interessati degli sportelli di assistenza informativa nelle otto province e condurrà le attività di animazione per stimolare la domanda anche con i Centri Servizi per il Lavoro delle province. Per le nuove imprese è prevista un’attività di tutoraggio e accompagnamento nella fase di inizio dell’attività di imprese, su richiesta, fino a 12 mesi.
Gabriele Calvisi